Chi è Nedita

La storia dietro Nedita
Tutto cominciò nel 2009, quando il professor Alessandro Peressotti dell’Università di Udine, nel Nord Italia, riunì un gruppo di colleghi e studenti per discutere se fosse possibile sviluppare un’unità di cottura mobile in grado di produrre anche carbone vegetale. Il gruppo di destinazione erano le famiglie rurali dei paesi in via di sviluppo, che cucinano al chiuso su un fuoco di legna aperto e spesso hanno terreni impoveriti intorno alla propria casa o capanna. Con questo apparecchio si sarebbe potuto risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria negli ambienti chiusi e, allo stesso tempo, il carbone vegetale avrebbe potuto essere impiegato per migliorare il terreno coltivabile.
Le persone coinvolte si misero al lavoro con entusiasmo e svilupparono un bruciatore chiamato «Elsa», basato sul principio della microgassificazione del cippato. Purtroppo questo ingegnoso apparecchio si rivelò molto difficile da integrare nei gruppi di destinazione, soprattutto in Africa, perché la cucina e l’agricoltura su piccola scala sono strettamente intrecciate con ogni sorta di rituali e processi culturali. Questi non possono essere modificati così semplicemente da un gruppo di persone estranee.
Gli inventori si resero però conto di aver ideato, proprio nel cuore dell’industria mondiale delle stufe a pellet nel Nord Italia, un modo rivoluzionario di bruciare il pellet! Con esso si potevano riscaldare le case, con una tecnologia dalla combustione straordinariamente pulita e molto robusta, capace di risolvere tutti i problemi che affliggono le stufe a pellet tradizionali.
Nel 2012 una parte del team fondò un’azienda, BluComb, e cominciò a perfezionare la tecnologia, tra l’altro per il riscaldamento delle abitazioni. Alcuni anni più tardi i primi bruciatori vennero introdotti da costruttori di stufe locali all’interno di grandi stufe artigianali. La bellezza del concetto sta nel fatto che può essere integrato facilmente nelle stufe a legna: la soglia per tradurlo in realtà era quindi bassa. Dopo qualche tempo diverse aziende di primo piano del settore mostrarono grande interesse per la tecnologia e cominciarono ad acquistare i bruciatori di Blucomb. Ma il team capì che il vero potenziale dell’azienda stava nello sviluppare in proprio stufe di alta gamma per un mercato più ampio.
Dopo un periodo di ricerca e di tentativi, i fondatori di BluComb decisero di collaborare con alcune persone esperte del settore. Insieme riuscirono a sviluppare in tempi record stufe splendide e a portarle sul mercato. Ne deriva una crescita molto rapida per l’azienda: una crescita resa possibile dalla lunga esperienza che i nuovi soci, e la loro rete di fornitori, hanno portato in Blucomb. Il nostro marchio si chiama Nedita, unione di Nederland e Italia, perché le forze principali vengono dai Paesi Bassi e dall’Italia.
Il nostro obiettivo è offrire comfort. Le nostre stufe non devono soltanto essere bellissime, ma anche restituire davvero un calore confortevole in modo sostenibile. La sostenibilità si realizza attraverso l’impiego di biomassa bruciata con la minor emissione possibile di sostanze potenzialmente nocive. A ciò si aggiunge che i materiali di cui è composta la stufa ne garantiscono un utilizzo per decenni.
Fare bene all’ambiente è nel DNA della nostra azienda. Lo dimostra la collocazione del laboratorio e dell’ufficio di ricerca e sviluppo: si trovano a Torrate, nel Nord Italia, dove da sempre sgorga dal terreno acqua purissima, spinta verso l’alto dagli strati rocciosi delle vicine Dolomiti.
Su questi terreni, di proprietà di uno dei fondatori di Blucomb, sorge anche una torre millenaria che servì alla difesa durante numerose invasioni e guerre. La torre era completamente in rovina e il fondatore l’ha restaurata per prendersi cura di questo luogo unico. Ha inoltre trasformato a proprie spese gran parte della sua proprietà in un’area naturale, perché la natura vi trovi spazio. L’area ospita animali e uccelli rari, oltre a fiori e insetti.
Per questo possiamo dire di offrire le migliori stufe al mondo. Non sono soltanto le migliori dal punto di vista tecnico, ma contribuiscono anche a un mondo bello e sostenibile.